Una parte importante del mio lavoro è comprendere come si evolveranno i processi d’interazione digitali. Quale sarà il ruolo del mobile nei prossimi anni? Si affermeranno le Instant Apps di Google? tutto tornerà nel browser? gli Assistenti Virtuali e i Chatbot saranno il futuro?

Secondo lo studio della società di ricerche OnePoll, usiamo il cellulare 221 volte ogni 24 ore per un totale di 3 ore e mezza al giorno: come se passassimo un giorno intero della settimana ad interagire soltanto con lo smartphone. Gli utenti utilizzano il cellulare navigando fra più applicazioni in un flusso continuo di micro-interazioni caratterizzate dalla velocità di fruizione.

In questo scenario i chatbot sono uno strumento formidabile in grado di implementare interazioni ibride (touch + type + voice) per migliorare l’esperienza degli utenti nei vari contesti d’uso.

I chatbot devono privilegiare la velocità di interazione e quindi non devono essere complessi. Gli utenti devono potere accedere alle informazioni in modo istantaneo, quindi in fase di progettazione si deve tener conto della semplificazione tipica delle piattaforme di messaggistica. Nella pratica, sviluppare chatbot esclusivamente basati sul linguaggio naturale aumenterebbe solo la complessità.

Le interfacce vocali avranno sicuramente un ruolo importante e sono in corso investimenti miliardari per migliorare i processi di riconoscimento vocale e AI, ma è la combinazione di tutti gli elementi che concorre all’esperienza finale dell’utente. Per questo motivo Apple, Google e Facebook hanno potenziato l’interfaccia grafica nelle loro applicazioni di messaggistica.

Massimo Falvo – CEO Impossible Minds